Il rientro a Londra e…tutto si intreccia

Christine rientra a Londra, dopo il week end a Genova con Elliott, e non vede l’ora di tornare alla normalità.

Ufficio, amici, avvocato e Edward, sono li ad attenderla. Ma come proseguono le cose? Edward la vuole solo sua, Scotland Yard continua le indagini, ed Elliott resta deluso.

Auto, cellulare, richiesta di divorzio, impronte, possibile relazione extraconiugale, litigio in presenza di testimoni…tutte le prove per l’assassinio della moglie contro di lui.                  E lui…non ricorda nulla. Ahi! Mr. McGerity!

Lui combatte per avere Christine, e nonostante non possa farsi vedere insieme a lei, affronta traffico e pioggia per arrivare alla sua porta. Finalmente.

La pioggia non smetteva di scendere.
Arrivai davanti casa e aprii il garage con il telecomando. Entrata appoggiai la borsa, quando il campanello suonò.
Mi diressi alla porta e intravidi una sagoma a me nota dal vetro. Aprii.
«Armand. Ma sei tutto bagnato. Entra cosa succede?» chiesi agitata.

«Nulla, io…» non finì la frase che da dietro sbucò la seconda sagoma, in tuta da ginnastica con il cappuccio in testa. Fradicio. «Edward?» dissi.

Mi prese il volto tra le mani, iniziò a baciarmi, la sua lingua nella mia bocca, e la mia incollata alla sua. Lasciai cadere il trench che era rimasto a mezz’aria, lui mi sciolse i capelli dalla nuca, il mio cuore batteva all’impazzata, e non era un sogno, era realtà.

E adesso tutto si intreccia, cuore, passione, la ricerca della verità, quindi anche il pericolo?

Cosa stanno facendo gli altri personaggi nel mentre?

Buona lettura!

Christine

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

Booktrailer “Passione”

Con piacere vi informo che il Booktrailer e` disponibile sul canale Youtube:

Un simpatico lavoro!!

Spero vi piaccia.

 

Un abbraccio

 

Christine

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

Gossip, e fuga a Genova.

Dopo, aver vissuto l’arresto di Edward, le richieste degli avvocati, l’ispettore di Scotland Yard, e per ultimi, fotografi e giornalisti invadenti, Christine decide di partire con l’amico Elliott per un week-end. Lei vuole conoscerlo meglio, perché` no?  Quali sentimenti provera` lontana da Londra…


Il volo fu tranquillo e riuscimmo a riposare entrambi, appena atterrati telefonai al mio contatto della società “Elite-rent a car” che gentilmente mi raggiunse agli arrivi, consegnandomi le chiavi del Porsche Cayenne Hybrid che Camille mi aveva prenotato.

Impostato il navigatore, iniziammo il viaggio di circa due ore e mezza per Genova.

La giornata era splendida, sole caldo e cielo azzurro. Percorremmo l’autostrada Milano-Genova, senza le famose code, e arrivammo a Genova al Grand Hotel Savoia per il check-in in tempi brevi.

Lo storico palazzo, affacciato su piazza Principe, era stato residenza d’elezione per le più influenti famiglie reali d’Europa e ha accompagnato i soggiorni dei più raffinati estimatori dell’alta hotellerie. Oggi stupisce ancora per il grado di lusso e ospitalità che riesce a offrire, immergendo l’ospite in un viaggio esclusivo e in un’atmosfera di arredi che riportano agli splendori della Belle Époque.

Già all’ingresso respirai aria di relax, e visto il trambusto recente della mia vita, ne avevo un gran bisogno.

Camille, aveva riservato la Suite Segreta. Tale suite veniva descritta come un capolavoro di gusto e un vero e proprio tempio d’amore. Toni caldi, luci soffuse, panorama mozzafiato e una vasca con salottino rotondo in pelle rossa e tendaggi rossi.

Meno male che non sapeva nulla delle preferenze sessuali di Elliott! Quella stanza, meravigliosa, gridava a gran voce richiami inequivocabili. Appena entrati e liquidato “l’omino delle valigie”, così mi piaceva chiamarlo, Elliott mi venne incontro, mi sorrise e mi abbracciò.

«La tua scelta è stata impeccabile. Qui potremmo sentirci a nostro agio e scoprire le nostre affinità.»

Lo abbracciai senza fiatare. Pensai subito che Camille, sarebbe stata punita per la scelta, sì, la sculacciavo già nella mia mente. Ma poi sorrisi.

«Elliott, non per raffreddare i tuoi istinti già sull’attenti,» dissi sbirciando sotto la zona della cintura, «ma è stata Camille, la mia assistente, a prenotare.» e risi.

«Quindi dovrei venire qui con lei? Oppure conosce i tuoi gusti.»chiese investigando nei miei occhi scherzosamente.

«Se vuoi te la presento, è alta, magrolina, occhi verdi e una cascata di boccoli biondi. A dire il vero non è male!»

«Allora siete in due in quell’ufficio! Ma io ne voglio una sola, ed è qui davanti a me.»


L’indomani mattina, mentre io mi stavo ancora stiracchiando nel letto, Elliott aveva già ordinato la colazione.

Arrivò al mio fianco, e mi disse:
«Dormito bene?»
Io annuii con l’occhio ancora semichiuso, e riprese: «Tra qualche minuto arriva la colazione e poi ho riservato l’idrosuite nella Spiaggia Segreta, solo per noi, dove potremmo godere di uno spazio tutto nostro e di un fantastico massaggio di coppia.» mi disse pimpante.

A dire il vero io volevo prendere la macchina e vagare per la regione in cerca di qualche angolo di paradiso. Erano le 10:00 quindi per l’una potevamo essere fuori. Lo guardai e risposi: «Ok, poi faremo un pranzo sul mare, che dici?»

«Mi pare una buona idea, avrei voluto pranzare in terrazzo e restare noi due da soli qui, a giocare. Ma accetto e giocheremo questa notte, prepara gli artigli!»

Mentre si voltava per andare ad aprire la porta alla nostra colazione, mi venne freddo. Voleva cosa?? Era troppo, dai. Andava troppo veloce con la storia degli artigli e delle fruste.

Era passato solo un giorno, e già avevo le idee chiare.
Nella mia testa ci avevo provato. Ma forse non riuscivo a provarci davvero.

Non lo so, davo la scusa al suo approccio, alla sua continua volontà di iniziare subito a trovare un’intesa sessuale, prima di trovarne una mentale.

Sì, il sesso era importante, ma mancava il desiderio di annusarsi, di comunicare, di trovarsi veramente.

Guardai fuori dalla finestra, e vidi molto lontana Londra. Che stava facendo Edward? Avevo voglia di annusare lui, anche se non volevo ammetterlo.

La Spa fu una piacevole sorpresa, e il massaggio mi aiutò ad allentare lo stress.

Fui più felice quando uscimmo dall’hotel e prendemmo la macchina. Su consiglio di Monica andammo a Vernazza, a sentir lei, la più suggestiva delle Cinque Terre.

La sua conformazione urbanistica era molto interessante, risalente al medioevo, ricca di elementi architettonici di grande pregio, logge, chiese, case-torri e porticati. Si respirava un’aria piena di storia tra i resti del castrum. La vista era spettacolare e il mare cristallino.

Tolsi il mio abito in lino e restando in costume decisi di fare un tuffo.

Elliott mi seguì, e restammo per una buona mezz’ora tra nuotare e restare a galla prendendo il sole.

Usciti dall’acqua lo stomaco iniziò a fare rumori molesti. Entrammo in un ristorantino tipico che ci colpì. Mangiammo delle superbe frittelle di fiori di zucchine e un piatto di pesce che comprendeva totani, seppie e calamari, innaffiati da uno splendido vino del posto, Cinque Terre bianco secco.

Il sole iniziava a scendere, e il mio compagno di viaggio iniziava a farsi fantasie e avere aspettative non indifferenti.

Salimmo sul nostro Cayenne a noleggio e, ripercorrendo E80, tornammo a Genova.

Monica ci chiamò per bere l’ultimo aperitivo, e io festeggiai nella mia testa. Avevo ottenuto qualche ora in più d’aria, come un carcerato ne assaporavo la magia.


Era chiaro, Christine non riusciva a togliersi dalla mente Edward.

Ci stava provando, ma non poteva fare a meno di lui…

Christine

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

Sbirciando il secondo volume…come hanno passato l’ultimo giorno dell’anno?

La mattina seguente realizzai che forse la serata non si era conclusa bene, quando, aperti gli occhi, mi ritrovai in biancheria intima sotto il piumino, la mano gonfia e blu, e Charlotte vestita nel mio letto.

“Charly” dissi cercando di svegliarla dolcemente.

“Ehi, buongiorno Chris” mi disse con gli occhi appiccicati.

“A che ora abbiamo il volo?” chiesi con il sorriso.

“Meno male che questo lo ricordi!” disse ridendo.

“Dunque, vediamo, uhm.. partiamo alle 18:00 da Heathrow ed arriviamo alle 22:10 al JFK.” Mi rispose in un secondo tempo, cercando di mettere insieme le idee.

“Voglio fare colazione, e tu?” le chiesi.

“Magari, Jack ce la prepara!” esclamo`.

“Jack? Perche`?” domandai.

“Meglio che vai al piano di sotto, e guardi sul divano.”

“Cosa? Ma siete matti!”

Scesi le scale di corsa. Sul divano, sotto la mia copertina di pile beije, sbucava il ciuffo maldestro, biondo, dei capelli di Jack.

“Non ci posso credere!” esclamai.

Da sotto la coperta, una voce gutturale rispose: “Meglio che ci credi.”

“Jack, ma cosa ci fai qui?”

“Senti principessa, non potevamo lasciarti nelle condizioni di ieri sera, e poi era troppo tardi quando siamo arrivati qui, e quindi sono rimasto sul tuo, bellissimo divano.” Cosi` dicendo, sbuco` fuori dalla coperta.

Rimasi per un momento a guardarlo. Non pensavo di trovare davanti a me uno spettacolo cosi interessante.

Era vestito solo con il jeans leggermente aperto e morbido sui fianchi, petto nudo, scalzo e con il capello ribelle.

“Buon giorno, a proposito, sei riuscita a dormire un po`.” Mi venne incontro e mi diede un bacio sulla guancia.

Io ero ancora a bocca aperta.

“E, non sei niente male alla mattina. Anche se hai il trucco sfatto ed il capello morto, ti vedo proprio bene.”

Spostai lo sguardo dal suo pettorale scolpito da trentenne alla mia mise. Charlotte, in effetti, mi aveva spogliato per mettermi a letto. Sotto portavo solo un completino di rete leggerissimo, e per scendere mi ero infilata la camicia della sera prima, lasciata aperta senza accorgermene.

“Oh, scusa..” e mi chiusi la camicia.

“Non hai nulla da scusarti, anzi. Se mi prometti che ogni mattina sei cosi`, passo a farti il caffe!” E mi diede un secondo bacio sulla guancia.

Mentre Jack, si diresse in cucina, Charlotte scese le scale.

“Ciao Jack!” le disse.

“Ciao stellina, vado a fare il caffe`. Secondo te in questa cucina ipertecnologica trovo tutto?”

“Ma l’hai visto?” chiesi a Charlotte…

——

Dunque, Christine e Charlotte hanno il biglietto aereo per passare l’ultimo giorno dell’anno a New York, e Jack, il loro barman/amico preferito, ha dormito sul divano di Christine. Ma dov’e` Edward? Come mai Charlotte e Jack hanno dormito a casa di Christine…e perché Christine ha la mano gonfia e blu?

Le risposte, sono tutte nel secondo volume dell’Alternative Trilogy: Lussuria.

Intanto godetevi il primo volume Passione!

 

Christine

Pubblicato in Lussuria, News | Lascia un commento

Buon Anno!

Il 2016 e`ormai arrivato alla fine. Questo anno, mi ha lasciato l’emozione della pubblicazione dell’Alternative TrilogyGiochi di Ruolo” con il primo volume Passione.

Per molti e` stato un anno difficile, non elencherò ogni singolo evento, perché voglio scrivere solo per guardare all’arrivo del nuovo, con la speranza, che si riesca a trovare la pace, la serenità e quel pizzico d’amore che non guasta mai, a riscaldare anime e cuori.

Quindi, Buon Anno Nuovo! Buon 2017 a Tutti!

Con affetto

Christine

Pubblicato in News | Lascia un commento

L’arresto…e dopo?

Ad un tratto sentimmo il campanello squillare ed Armand rispondere “Un attimo, un attimo…ispettore Robinson” ed in un venti secondi entro` nel salone.

“Mr Edward Carl McGerity, la dichiaro in arreso per l’omicidio di sua moglie, Mrs Jennifer De la Croix. La prego di seguirmi in commissariato, dove ha il diritto di fare una telefonata al suo legale di fiducia oppure potra` averne uno d’ufficio. Lei viene preso in custodia cautelare e trattenuto per l’interrogatorio. Nel frattempo procederemo con la perquisizione della sua abitazione e dell’ufficio.” Concluse l’ispettore.

Edward lo guardo` impietrito e senza parole.

Poi si allontano` da me per dirigersi verso di lui.

“Armand, chiama il mio avvocato ed accompagna a casa Miss Christine.” Ordino` Edward.

“Avv. Barnes, buona sera, sono Armand Patel, l’autista di Mr. McGerity.”

“Armand, buona sera, e` tardi, cosa e` successo?” chiese allarmato l’avvocato.

“Abbiamo un problema. L’ispettore Robinson ha arrestato Mr. McGerity con l’accusa di omicidio nei confronti di Mrs Jennifer.” Svelo` Armand.

“Cosa? Ma.. Armand, arrivo subito in commissariato.” Rispose allibito l’avvocato.

“Se vuole passo a prenderla, sto andando da lui proprio adesso.”

Edward, nel frattempo, era stato gia’ condotto in una stanza interrogatori posta al piano seminterrato, dove gli vennero prese le impronte digitali ed un campione di DNA.

Resto` fermo a fissare il muro, cercando di capire come mai si trovava in quella situazione.

L’ispettore Robinson avviso` Mr. McGerity che il suo avvocato era in arrivo e che quindi avrebbero atteso la sua presenza per poter procedere all’interrogatorio.

“Ispettore?” chiese Edward.

Robinson, si giro` per ascoltarlo.

“Posso fare una telefonata?”

“Va bene.” E gli porse il telefono.

Dopo dieci minuti circa, l’ispettore torno` con l’avvocato Barnes…

Riflessioni dell’autrice, per voi:

Ma chi chiamo` Edward? Forse Christine?

Edward lo lasciamo nei freddi sotterranei di Scotland Yard, dove l’ispettore, e più tardi il suo avvocato, dovranno iniziare a far luce sull’episodio più crudele della storia del primo volume. Certo gli indizi portano tutti a lui, per non parlare del movente. Marito in fuga da una moglie con problemi di salute, e ops, l’arrivo di una possibile amante. E se il tutto fosse una montatura, chi potrebbe avercela così tanto con lui o con Christine? O invece e` stato proprio lui…

E Christine come la lasciamo? In totale confusione, con il cuore che si stringe ai fianchi di una passione non ancora esplorata, se non nei suoi sogni. L’inizio di un suo probabile amore e` già macchiato di sangue e dubbi. Lei che non avrebbe mai dato il suo amore a chiunque che non potesse usarlo a dovere. Ora i suoi occhi, riflessi allo specchio, cercano i segreti nascosti nei posti più improbabili…

CK

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

Recensione by: leggereacolori.com

Questa presentazione richiede JavaScript.

Questa mattina l’unica espressione che il mio viso ha trattenuto per diversi istanti, e` quella di intensa felicità!

Il sito http://www.leggereacolori.com di Fabio Pinna, ha appena pubblicato la recensione sul mio primo volume Passione della Alternative Trilogy, pubblicato a Luglio!

Centrata! L’anima che volevo insinuare nei protagonisti e` stata risaltata appieno.

Vi lascio alla lettura, perché le mie parole, a questo punto, lasciano spazio al recensore!

Un grazie immenso per il lavoro fatto e per la gentilezza espressa.

Christine

 http://www.leggereacolori.com/letti-e-recensiti/sponsorizzati/recensione-di-giochi-di-ruolo-di-christine-key/

 

 

 

 

 

Pubblicato in News, Passione | Lascia un commento

Il risveglio…

La luce del sole faceva capolino sul mio viso attraverso la finestra della camera. Aprii gli occhi e mi resi conto che quello che avevo vissuto la sera precedente non era un sogno, o meglio un incubo, ma era realtà.

Chiamai Jesse.

«Chris, sei tornata?» disse subito sentendomi.

«Sì Jesse, ho bisogno di te e di Charlotte, facciamo colazione insieme?» proposi.

«Ok, penso io principessa a svegliare Charly, e dove portiamo le nostre amate chiappe?» chiese sorridendo.

«Hyde Park, Serpentine. Non voglio essere in centro.» dichiarai.

«Ok, tra un ora. Ci siamo noi, tranquilla.»

Scesi in strada con tuta nera, capelli raccolti in una coda, occhiale da sole, in style modalità “protezione testimoni”.
Mi fermai in edicola a prendere un paio di quotidiani, con la speranza di non trovare foto, o articoli compromettenti.
Neanche a dirlo, eccolo lì sbattuto in prima pagina con tanto di foto: “Arrestato” oppure “Edward Carl McGerity colpevole?”.

La migliore:

“Arresto con sorpresa” e sottotitolo, “Esce scortato dalla polizia dalla casa in Mayfair. Poco dopo esce lei scortata dall’autista di lui.”.
Ed eccomi lì sulla foto un po’ sbiadita dalla luce notturna, ma riconoscibile da chi mi conosce.
«Oh cazzo!» fu l’espressione che uscì dalla mia bocca, mentre cercavo di fermare il taxi.
«Hyde Park, Serpentine Lounge Cafe.» dissi mascherandomi dietro gli occhiali e il cappuccio della tuta.
Il mio nome non compariva ancora, ma ci avrebbero messo due secondi, visto che le mie generalità erano già state rilasciate in polizia.

L’articolo continuava:

“Ieri sera, intorno a mezzanotte, la polizia si è recata in Green Street, presso l’abitazione dell’imprenditore Edward Carl McGerity, per condurlo in centrale in merito al presunto omicidio della moglie Jennifer De la Croix, trovata morta nella tenuta di Windsor la settimana scorsa. Non si conoscono ancora i fatti e le prove che hanno portato all’arresto in tarda serata. Si attende la conferenza stampa indetta per questo pomeriggio per conoscere tutti i dettagli.

Pochi minuti dopo il suo arresto, dalla sua abitazione è uscita anche una donna, indicata come ‘amica di Mr McGerity’. è possibile che si stesse già consolando prematuramente, oppure era una relazione che durava da tempo? Forse la conferenza ci darà risposte.”

«Oh cazzo!» la seconda volta in pochi minuti.
Adesso ero davvero nei guai!
Il taxista arrivò all’ingresso del parco più vicino al Caffè. Pagai e mi dileguai tra le vie in mezzo al verde.

«Chris!» sentii gridare. Mi girai e vidi Jesse e Charlotte che si agitavano per richiamare la mia attenzione.
«Wow, anche se sei incappucciata, riesco a riconoscerti.» disse ridendo Jesse.
«A bene, quindi vuol dire che mi riconosci anche qui.» E buttai il giornale sul tavolo.
«Cosa!» Charly esclamò in un nano secondo.

«E tu che ci fai lì, cioè perché ti hanno fotografata… ma cosa è successo ieri sera??»

«Ragazzi, sono in crisi nera!»

E continuai:

«Ieri sera quando sono tornata dall’aeroporto, Armand mi ha portata a casa di Edward. Era ovvio, l’ho trovato ad attendermi all’uscita degli arrivi. Ma fin qui tutto bene, entro e attendo in salone Edward. Appena è arrivato mi si sono alzati tutti i peli! Tralasciamo, l’abbraccio, il bacio etc… dopo trenta minuti circa, che ero in casa, è piombata la polizia e ha arrestato Edward accusandolo dell’omicidio della moglie.»

Presi il fiato.

«Ma non era suicidio??» chiese Jesse…

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

face to face…il primo bacio

«Mr Edward, la raggiunge in salone, prego.»

Armand mi fece strada e passammo sotto l’arco a sinistra. I colori dell’ingresso si ripetevano nella stanza. Al centro della parete, un camino modernissimo in vetro e acciaio, incorniciato da una struttura bianca antica. Di fronte, due divani, disposti ad angolo, in pelle bianca su un morbidissimo tappeto dalle tonalità diverse di grigio.

Da un lato, due finestre molto grandi in stile inglese con leggerissime tende in chiffon bianco e alcuni vasi scultorei in vetro nelle tonalità del blu. Dall’altro un bancone bar attrezzatissimo. Le luci erano diffuse da piccole applique agli angoli della stanza. Al centro, dal soffitto, scendeva un maestoso lampadario in vetro con luminosissime applicazioni Swarovski, regolato a bassa intensità.

A un tratto mi girai verso l’arco, mi sentivo osservata.
Edward, era lì, in piedi, con lo sguardo fisso su di me.

Aveva il viso stanco, le sottili rughe intorno agli occhi erano più segnate e aveva il viso leggermente più scavato dell’ultima volta. Sorrise lievemente.

«Mi piace come hai arredato casa.» gli dissi per venir fuori dall’impasse.

Mi venne incontro e si mise davanti a me. Il suo profumo, Oud di Acqua di Parma, con quelle note di legno, coriandolo, cuoio e agrumi, arrivarono subito alla mia memoria, come la prima volta che lo vidi.

«Non credo sia stato il tuo primo pensiero.» mi rispose guardandomi curioso.

«Be’, facciamo che sia stato il secondo.» dissi stringendo gli occhi.

«Sai, pare, e non solo, che tu non sia stata poi così brava come ti avevo chiesto. Quindi, scatta la famosa punizione.» E sorrise.

«Ma sai, pare, che io non ti conosca poi così tanto. E non solo questo.» Lo guardai e ripresi: «Edward, tu mi hai parlato due volte… per così dire, senza poi aver discusso molto. Quindi, non credo di avere legami particolari con te.» Mi spostai verso il centro del salone, visto come mi stava scrutando. «Inoltre ci sono anche dei vincoli per i quali, pare, tu non dovresti pretendere nulla da me. Sì, ok, sono dispiaciuta della tua situazione, ma io non c’entro nulla con tutto questo.» E mi fermai a indagare su ogni sua minima espressione facciale.

Edward fece un cenno di conferma con la testa. Si diresse al bancone del bar e mi chiese: «Posso offrirti qualcosa?»

«Sì, un whiskey, torbato magari.»
«Laphroaig Samaroli del 1998, va bene?»
«Ottimo, grazie.»
«Ok, allora ti faccio compagnia.» disse versando per due.

Mi raggiunse alla finestra, e mi diede il bicchiere. Gli sfiorai la mano e lui per un attimo rimase immobile.

L’aroma del bouquet muschiato e terroso, del whiskey, aprì il gusto al primo sorso, per, subito dopo, ascoltare la morbidezza della vaniglia. Mirto e bacca di ginepro per chiudere il cerchio con note affumicate.

«Direi che è proprio buono. Avevo voglia di un buon bicchiere, dopo il volo di ritorno e un po’ tutta la situazione.»

«Christine.»
«Edward.» ribattei.
«Sì è una buona bottiglia.» mi disse.
«Cosa ne dici se ora…» non mi lasciò finire la frase, che mi prese il braccio e mise la sua mano dietro la mia nuca, tra i miei capelli.

«Sì dico che è proprio ora.» rispose.

Si avvicinò e leggermente mi sfiorò le labbra con le sue, fino a poi baciarle e morderle. La sua lingua entrò di forza, ma con gentilezza, nella mia bocca, e io, in quel momento, non volevo altro che accarezzare la sua con la mia.

Tutti i brividi che avevo provato nei sogni non erano così intensi e così reali. Lo erano di più. E questo era solamente un bacio.

Pubblicato in Passione | Lascia un commento

All’improvviso…il rientro

 

… «Signore e signori qui è il Comandante che vi parla.» disse la voce all’altoparlante.

«Sì sì, comandante, speriamo che anche questo non sia l’amico dell’amico.» dissi a voce bassa.

E continuò: «Vi informiamo che il volo partirà in orario. La durata del volo sarà di quattro ore e dieci minuti circa. Il tempo per tutta la durata del volo è buono. Atterreremo a Gatwick dove è presente una leggera pioggia, e la temperatura è di circa diciannove gradi. Vi auguriamo una buona permanenza.»
Strinsi la cintura e decollammo.
Visto gli eventi dei giorni passati non dormii molto. Mi feci versare dall’hostess un bicchiere di champagne, poi un secondo e quindi mi rilassai. Avrei voluto la bottiglia direttamente, ma mi sembrava di essere esagerata. Abbassai il sedile per rendere ancor più confortevole il mio viaggio in business, ma soprattutto per dormire qualche ora in più di quelle fino a ora accumulate.

La strada della City era deserta e l’immancabile pioggia londinese bagnava il mio trench. Stavo cercando un riparo, ma non trovavo nulla che mi potesse proteggere. In un istante mi sentii afferrare il braccio, e mi ritrovai appoggiata alla parete di marmo freddo dell’ingresso di una palazzina di uffici.

L’uomo, poi, mi prese per mano e mi fece entrare. L’atrio era buio e l’unica luce proveniva dal vetro sopra il portone di legno. I miei vestiti erano inzuppati d’acqua. Mi tolsi il trench, e mi aprii la giacca, mentre il suo viso affondava nei miei capelli, lasciati sciolti sulle spalle e sgocciolanti di pioggia. Premette il suo corpo contro il mio, inspirando il mio odore. Con il pollice e l’indice iniziò a sbottonarmi la camicetta, così da lasciare scoperta la curva del seno…

Pubblicato in Passione | Lascia un commento